L’occupazione del suolo pubblico da parte delle auto, che crea ostacoli al traffico e incrementa indirettamente l’emissione di sostanze inquinanti, è la molla che ha spinto Governo e Parlamento a fare uno strappo alla regola nella detrazione Irpef del 36%: invece di concederla solo per la ristrutturazione di immobili esistenti, per i box si è deciso di allargarla all’acquisto di autorimesse nuove (misura prorogata dalla Finanziaria 2008 fino a tutto il 2010).
I requisiti previsti per comprare, scontando più di un terzo del prezzo dalle imposte sui redditi in dieci rate annuali del 3,6% ciascuna, sono in parte identici a quelli indicati per il recupero di immobili “vecchi” e, in parte, originali.
Il box in questione deve essere asservito come pertinenza di un’abitazione, dichiarando l`intento nel rogito. Nel caso di acquisto contemporaneo di appartamento e box, il vincolo di pertinenza deve risultare almeno dal permesso di costruire o dalla Dia, se non è stato possibile crearlo prima. Non sarà necessario che il box sia nello stesso edificio, tuttavia il legame di servizio deve essere comprovabile. La detrazione si gode per un numero illimitato di box, anche asserviti a case di  villeggiatura o ad abitazioni affittate ad altri.
Occorre una dichiarazione dell’impresa che quantifichi le spese di realizzazione del box o del posto auto, che non equivalgono al prezzo a cui è stato venduto. Esse escludono le spese generali e i costi per l’installazione del cantiere, il valore dell’area e il profitto dell’impresa conseguito dalla vendita.
Comprendono invece le spese sostenute per la progettazione e l’esecuzione dei lavori, l’eventuale relazione di conformità degli stessi alle leggi vigenti, le prestazioni professionali richieste dal tipo d`intervento, l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni, le denunce di inizio lavori, gli oneri di urbanizzazione.
La spesa massima su cui esercitare la detrazione è di 48.000 euro per ciascun box. In caso di più proprietari, essi effettueranno la detrazione in proporzione dei costi effettivamente affrontati da ciascuno. Le fatture vanno pagate con l’apposito bollettino di bonifico bancario.
Sulla fattura va indicato il costo della mano d’opera.

Fonte: Il Sole 24 Ore